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Risolvere i problemi in 4 mosse: dalla scuola alla vita quotidiana

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Risolvere i problemi in 4 mosse: dalla scuola alla vita quotidiana
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Le competenze da sviluppare non dovrebbero limitarsi ai soli concetti, ma estendersi a quei processi che rinforzano le abilità di risoluzione dei problemi nell vita quotidiana e anche in classe

Saper risolvere situazioni problematiche è un’abilità che facilita la gestione della vita quotidiana. A livello lavorativo è una dote considerata fondamentale ma, allo stesso tempo, difficile da individuare, anche se buona parte dei programmi scolastici, particolarmente quelli di matematica, prevedono di insegnare a risolvere i problemi. È quindi chiaro che le competenze da sviluppare a scuola non dovrebbero limitarsi ai soli concetti, ma estendersi a quei processi che rinforzano le abilità di risoluzione.

Ecco alcuni esempi di strategie da implementare in classe

1) Insegnate a comunicare. Fate in modo che gli studenti articolino il loro processo di risoluzione dei problemi. Questo può essere fatto chiedendo agli studenti di fornire una “soluzione a due colonne”, cioè invitandoli a scrivere la loro soluzione mettendo tutti i calcoli in una colonna e tutti i ragionamenti fatti (espressi in frasi) nell’altra. Questo li aiuta a pensare in modo critico alla propria soluzione dei problemi e vi aiuta a identificare più facilmente dove potrebbero avere problemi. Lo stesso processo potrebbe essere incoraggiato in sessioni di tutoraggio individuale, magari chiedendo allo studente di risolvere il problema a voce alta, il che facilita la comprensione del meccanismo usato per arrivare alla soluzione finale.

2) Incoraggiate l’indipendenza, ma senza temere il lavoro di gruppo. Modellate il processo di risoluzione dei problemi, piuttosto che dare agli studenti già la risposta, e chiedete loro di fare domande o dare suggerimenti utili nel percorso. Invitateli poi a risolvere autonomamente i problemi, fornendo solo un’assistenza minima e solo quando necessario per superare gli ostacoli. Considerate che gli studenti possono profittevolmente aiutarsi a vicenda: parlare tra di loro li aiuta a pensare in modo più critico (e a volte anche più semplice) ai passaggi necessari per risolvere un problema. Inoltre il lavoro di gruppo li aiuta a capire che i problemi spesso hanno più soluzioni possibili, e che alcune potrebbero essere più efficaci di altre.

3) Lavorate sulle sicurezze. Spesso, quando si lavora sui problemi in classe, gli studenti non sono sicuri
di se stessi. Questa mancanza di fiducia può ostacolare il loro apprendimento. Come insegnanti è importante saper riconoscere quando lo studente, pur non avendo difficoltà con i concetti, si lascia condizionare dalle proprie ansie e/o insicurezze. A questo proposito risulta opportuno offrire a ciascuno studente delle certezze, magari fornendo un rinforzo positivo per fargli sapere che ha saputo padroneggiare un nuovo concetto o abilità.

4) Trasmettete l’importanza del procedimento. Idealmente lo studente dovrebbe, grazie agli esempi forniti in classe, imparare che la risoluzione dei problemi è un processo graduale. Bisognerebbe quindi sottolineare che il processo per arrivare alla risposta è più importante della risposta in sé, in modo che lo studente capisca che è naturale non avere una soluzione immediata. Ciò viene appreso accettando il ritmo di ciascun bambino nel fare e trovare le risposte, minimizzando quindi la pressione che spinge a dare la risposta giusta.

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