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Come valorizzare i talenti dei bambini e dei ragazzi

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Come valorizzare i talenti dei bambini e dei ragazzi
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Trasformare ogni classe in un laboratorio di scoperte, dove l'osservazione attiva si traduce in percorsi personalizzati che valorizzano i talenti e le abilità degli studenti, stimolando la creatività e la collaborazione.

Credo fermamente che uno dei compiti principali dei docenti, fin dalla scuola dell’infanzia, sia quello di osservare con attenzione i propri alunni per individuarne abilità e talenti. Ho già avuto modo di riflettere sull’importanza di educare bambini e ragazzi all’osservazione attiva.

L'importanza dell'osservazione attiva

Questa competenza risulta fondamentale nel lavoro quotidiano dei docenti i quali hanno la possibilità di esercitarla e affinarla costantemente allo scopo di riconoscere particolari attitudini e talenti dei propri alunni.
L'osservazione partecipante o attiva implica una profonda consapevolezza da parte dell’adulto e un'enorme responsabilità in merito alle azioni messe in atto successivamente, poiché è sulla base dei dati e delle considerazioni che emergono nel corso dell'osservazione che potranno essere formulate le attività didattiche e formative, sia individuali che di gruppo.

Attività ludiche e creative come strumenti educativi

L’approccio ludico e la proposta di attività creative sono strumenti fondamentali a tale scopo. Diventa importantissimo offrire agli alunni una vasta gamma di proposte che coinvolgano diversi tipi di abilità, come ad esempio giochi di ruolo, attività artistiche, laboratori scientifici, sport, giochi di logica e così via. È essenziale favorire l'immaginazione e la creatività attraverso attività come il disegno, la costruzione di oggetti, la scrittura creativa, l'invenzione di storie.

Favorire la collaborazione e la comunicazione positiva

Contemporaneamente è necessario incentivare la collaborazione tra gli studenti attraverso giochi e attività che richiedano il lavoro di squadra e la risoluzione cooperativa di problemi. A supporto di ciò diventa fondamentale fornire costantemente feedback positivi e costruttivi che incoraggino gli studenti a continuare a esplorare e a sviluppare le proprie abilità e scoprire i talenti.

Coinvolgimento delle famiglie 

Una volta che il docente avrà individuato gli interessi dei propri studenti potrà fornire loro diverse opportunità per approfondirli a scuola, oppure condividere le proprie osservazioni con le singole famiglie affinché, anche da parte loro, ci sia una presa di consapevolezza in tal senso. I genitori infatti, devono essere coinvolti attivamente nel processo, informati sugli interessi e sulle abilità dei propri figli e incoraggiati a sostenerne lo sviluppo. Anche la valutazione didattica dovrebbe poter avvalersi di metodi che tengano conto delle diverse abilità e talenti degli studenti; tuttavia, questo non è sempre facile, per il fatto che l’attuale sistema di valutazione, soprattutto alla scuola primaria, standardizza i livelli di apprendimento in una griglia valutativa molto limitata e poco personalizzabile. Una valutazione personalizzata delle competenze implicherebbe non solo una
differenziazione dei percorsi di apprendimento, ma anche una diversificazione dei traguardi. Ciò che il docente può fare, tuttavia, è personalizzare i momenti e i metodi di verifica e valutazione degli apprendimenti tenendo conto delle singole abilità e competenze.

Teorie sullo sviluppo dei talenti

  • Diverse teorie sono emerse nel corso degli anni per spiegare la natura e lo sviluppo dei talenti nei bambini. Per citarne solo alcune tra le più influenti, partirei dalla Teoria delle intelligenze multiple di Howard Gardner. In Multiple Intelligences: The Theory in Practice Gardner, lo studioso statunitense, basandosi su studi neurologici, arrivò a formulare la sua teoria secondo la quale ogni individuo contiene in sé diverse forme di intelligenza e il grado di sviluppo di ciascuna è strettamente correlato alle caratteristiche distintive di ognuno. Nella sua analisi, Gardner partì dalla constatazione che la cultura occidentale dominante valorizza solo due tipi di intelligenza, quella linguistica e quella logico-matematica. Egli, invece, ne individuò ben nove ritenendo che questo numero potesse non corrispondere a quello finale in quanto potrebbero essere individuate molti altri tipi di intelligenza.
    Secondo questa teoria adulti e bambini possono quindi eccellere in aree e ambiti diversi, sulla base dei diversi tipi di intelligenza prevalenti in loro.
  • Nel 1975, Mihaly Csikszentmihalyi formulò la Teoria del Flow o Teoria dell’esperienza ottimale, che venne pubblicata in un articolo del “Journal of Humanistic Psychology”. Secondo Csikszentmihalyi, il Flow è uno stato in cui la persona si trova completamente assorta in un’attività durante la quale il tempo vola e le azioni, i pensieri si succedono uno dopo l’altro senza interruzione. L’individuo immerso nel Flow non è cosciente del passare del tempo perché è talmente immerso in un compito e sta godendo al massimo di quella situazione, tanto da non
    riuscire a pensare ad altro. Ai bambini questo capita molto spesso; questi momenti sono importanti per il loro sviluppo, per la loro creatività e, secondo Csikszentmihalyi, anche per la loro felicità. Quando i bambini sono super concentrati a fare un’attività e la fanno per un tempo prolungato, significa che con quel gesto stanno costruendo un mondo; quel gioco silenzioso che all’adulto può sembrare privo di senso, li assorbe totalmente, li rilassa e fa immaginare loro scenari lontani dal mondo in cui sono fisicamente presenti. Secondo la teoria del Flow, è proprio in questi momenti che i bambini possono arrivare a scoprire i propri talenti perché immersi in un'attività che li appassiona in modo continuativo e totalizzante. È molto importante che l’adulto permetta ai bambini di restare nel flusso e anzi, incentivi questo tipo di momenti, perché essi permettono loro di provare estremo piacere nel fare un’attività, che sia giocare, leggere, disegnare, costruire. Queste attività, che Csikszentmihalyi chiama autoteliche, contengono in sé una forte carica motivazionale, tanto che ognuno di noi le compie al solo scopo di compierle, indipendentemente dalle possibili conseguenze. Sono quindi attività grandemente portate verso lo sviluppo di una motivazione realmente intrinseca perché caratterizzate da alcuni
    elementi imprescindibili: obiettivi chiari, concentrazione totale, perdita dell’autoconsapevolezza, distorsione del senso del tempo, bilanciamento tra sfida e capacità, piacere intrinseco, senso di controllo.L’applicazione della Teoria del Flow in ambiente scolastico è molto interessante in quanto aiuta a comprendere come possono essere organizzate alcune attività in modo finalizzato a sviluppare il piacere dell’apprendimento e il miglioramento dei risultati sia a livello del singolo che del gruppo. Ovviamente questo è più semplice nelle fasce scolastiche 3-6 e 6-11, dove l’elemento ludico può rientrare in modo più naturale nella progettazione didattica e contribuire a portare gli alunni in uno stato di flow per lo svolgimento di un’attività. Ma anche nei percorsi di studio successivi, è possibile favorire momenti in cui gli studenti si avvicinino o sperimentino stati di Flow positivi per il loro benessere personale e scolastico. L’arte, ad esempio, secondo Csikszentmihalyi è un’attività autotelica che spinge al massimo sullo sviluppo della motivazione intrinseca dei ragazzi. Ecco che le attività creative o artistiche possono essere uno strumento di mediazione didattica potente e interessante; esse spingono infatti l’acceleratore della motivazione, permettendo di ottenere un coinvolgimento pieno dagli studenti.
  • Tra le teorie utili a riflettere sulla natura e lo sviluppo dei talenti, ma anche sulla realizzazione degli obiettivi individuali, vorrei citare la Teoria della Crescita della psicologa americana Carol Susan Dweck. La Dweck parte dal presupposto che, in una mentalità fissa, le persone credono che le proprie qualità di base, come l’intelligenza o il talento, siano semplicemente tratti fissi e passano il tempo a documentare la loro intelligenza o il loro talento invece di svilupparli. Credono inoltre che il talento, da solo, porti al successo, senza il minimo sforzo. Secondo la psicologa americana, questo è un errore. La Dweck ha infatti introdotto il concetto di "mentalità di crescita", riferendosi alla convinzione che le capacità, le competenze possono essere sviluppate attraverso la costante pratica e lo sforzo. In base a questa teoria, i bambini che abbiano sviluppato una “Mentalità di crescita”
    sarebbero più inclini a potenziare e sfruttare i propri talenti rispetto a quelli con una
    mentalità cosiddetta “fissa”.Sarebbe quindi, secondo la Dweck, fondamentale lodare i bambini e i ragazzi non per il risultato che raggiungono, ma per l'impegno che dedicano a raggiungerlo, spiegando loro ciò che avviene nel cervello quando imparano. In questo modo rendiamo il processo più concreto e li aiutiamo a sviluppare la convinzione che l’intelligenza e le capacità siano qualcosa da coltivare e migliorare attraverso la pratica
    costante. In ambito scolastico, un docente può dunque insegnare loro, con parole semplici, che ogni
    volta che affrontano qualcosa di nuovo e di difficile, le connessioni all’interno del cervello si rinforzano e ciò li rende, nel tempo, più abili e capaci. È importante anche spiegare loro che gli errori fanno parte del processo di apprendimento. In questo modo, è più facile che imparino ad accettarli e a non farsi frenare dagli errori, ma
    a considerarli come un passaggio, spesso necessario, per l’apprendimento.

Da tutte queste riflessioni è evidente come, stimolare i talenti dei bambini in ambito educativo, richieda un approccio diversificato e necessariamente creativo. Prevedere giochi e attività che promuovano la cooperazione e il problem-solving in un clima di collaborazione tra scuola e famiglia, può certamente contribuire a sviluppare una gamma più ampia di abilità e a realizzare il potenziale di cui ciascun alunno è dotato.

Breve bibliografia per approfondire l’argomento

  • Howard Gardner, Formae mentis. Saggio sulla pluralità dell’intelligenza, ed. Feltrinelli.
  • Howard Gardner, Educazione e sviluppo della mente. Intelligenze multiple e
    apprendimento, ed. Erickson.
  • Mihaly Csikszentmihalyi, Flow. Psicologia dell’esperienza ottimale, ed. Roi.
  • Mihaly Csikszentmihalyi, Creatività. Il flow e la psicologia della scoperta e dell’invenzione,
    ed. Roi.
  • Carol Susan Dweck, Mindset. Cambiare forma mentis per raggiungere il successo, Franco
    Angeli.
  • Carol Susan Dweck, Teorie del Sé. Intelligenza, motivazione, personalità e sviluppo,
    Erickson.
  • Renzulli, J. S., Reis, S. M., & Milan, L., Il Modello di Arricchimento Scolastico. Guida
    Pratica per lo Sviluppo del Talento, Edizioni Junior.
  • Capobianco, R.,Verso la società delle competenze. La prospettiva pedagogica, Franco
    Angeli.
  • Cinque, M., In merito al talento. La valorizzazione dell’eccellenza personale tra ricerca e
    didattica, Franco Angeli.
  • Maria Assunta Zanetti (a cura di), Bambini e ragazzi ad alto potenziale. Una guida per
    educatori e famiglie, Carocci editore.
  • Maria Assunta Zanetti (a cura di), La creatività. Una competenza da coltivare dentro e
    fuori la scuola, Carocci editore.
  • Lara Milan (a cura di), Lo sviluppo del talento e dell’alto potenziale. Modelli e buone
    pratiche per un approccio inclusivo alla promozione della plusdotazione, ed. Erickson.
  • Cesare Cornoldi, Bambini eccezionali. Superdotati, talentosi, creativi o geni, Ed. Cornoldi.
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