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Laboratorio STEAM, il bestiario fantastico di Leonardo da Vinci

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Laboratorio STEAM, il bestiario fantastico di Leonardo da Vinci
Getty Images

Creiamo animali immaginari ispirandoci al Bestiario di Leonardo da Vinci. Un laboratorio steam semplice e divertente da fare in classe o assegnare a casa ai bambini

Cavalli, ermellini, orsi, tori, leoni, insetti,  granchi ma anche gatti che si trasformano in draghi, mostri e altri animali fantastici. Nei disegni del “Bestiario” Leonardo da Vinci ci regala numerosi spunti utili per inventare uno zoo singolare popolato di bestie sconosciute. Divertiamoci a comporre con il collage animali mai visti!

Che cosa serve

  • Cartoncino A3 bianco o nero
  • Immagini di animali da riviste o stampe MMAGINI DI ANIMALI DA RIVISTE O STAMPE
  • Colla stick
  • Forbici
  • Fogli di carta bianca A3
  • Tempere
  • Pennelli

Procedimento

1) Per cominciare ritagliamo da riviste o da stampe delle foto di diversi animali: zampe, teste, ali, corpi e code. Incominciamo a giocare posizionando sul cartoncino le diverse parti, mischiando gli animali, cercando corrispondenze di linee, forme, dimensioni. Arricchiamo con corna, piumaggi e tutti i particolari che ci aiutano a rendere ancora più originale il nostro animale fantastico. Una volta trovata la composizione che più ci soddisfa incolliamone le parti sul cartoncino.

2) Creiamo le carte colorate! Con le tempere possiamo dipingere fogli bianchi di formato A3 giocando sulle sfumature, sulle mescolanze dei colori, sulla traccia lasciata dal pennello a seconda del movimento che gli imprimiamo. Partiamo da due colori e sul foglio sperimentiamo tutte le loro possibili variazioni, quindi passiamo ad altri due colori. In questo modo creeremo un catalogo di possibili coloriture, toni, sfumature da utilizzare per il nostro collage!

3) Utilizzando le carte colorate tagliamo o strappiamo delle strisce per realizzare alcuni particolari dell’ambiente in cui vive il nostro animale…sarà di terra o di acqua? Quale sarà il suo habitat naturale?

Una volta trovata la composizione adatta, incolliamola sul cartoncino per creare lo sfondo d’ambientazione.

4) Ora che il nostro animale fantastico è pronto, è il momento di dargli un nome!

Su un rettangolo di foglio bianco possiamo creare una vera e propria carta d’identità: da dove viene? Dove vive? Quali caratteristiche ha? come si nutre? Quali sono le sue abitudini? Quali i suoi punti di forza?

Tra zoologia e immaginazione potremmo imbatterci in un Tipappacoccopi… ecco il suo identikit!

Nome: Tipappacoccopi

Classe: mammirettile

Altezza: 30 cm

Peso: 500 gr

Habitat: savana orientale

ALlimetazione: onnivoro

Curiosità: il Tipappacoccopi è più vanitoso di un pavone, infatti in testa sfoggia una corona di piume. Attenzione! Può sembrare un tenero animaletto, in realtà può essere letale…

Il laboratorio è ispirato al "Bestiario" di Leonardo Da Vinci

Il cosiddetto “Bestiario” è un insieme di tre quadernetti databili  al 1494 e contenuti nel “Codice H”. In questi quadernetti Leonardo raccolse una serie di osservazioni zoologiche su circa un centinaio di animali: la maggior parte di queste note considera gli animali  nelle loro morfologia, distribuzione geografica, abitudini, costruendo una vera e propria storia naturale degli animali. Una piccola parte guarda invece agli animali nei loro simboli morali e qualità magiche.

Leonardo accompagnò le note con una serie di dettagliati disegni che ritraggono gli animali dal vivo: a volte l’animale è raffigurato in diverse pose e movenze, ad esempio il gatto che disegna in momenti ora di gioco, ora di riposo o di agguato. Altre volte gli animali compaiono nei disegni preparatori di quadri e dipinti.

In uno dei suoi precetti Leonardo scrisse: “Se vuoi far parere naturale un animale finto, dato, diciamo, che sia un serpente, piglia per la testa una di mastino, o di bracco, e ponigli gli occhi di gatto, e l’orecchie d’istrice, ed il naso di veltro, e le ciglia di leone, e le tempie di gallo vecchio, ed il collo di testuggine d’acqua”

Questo è il realismo di Leonardo! Per creare un mostro non si affida alla sua immaginazione perché rischierebbe di creare un animale solo decorativo, vuole invece che il mostro sia il più possibile verosimile quindi lo costruisce assemblando parti di diversi animali: nell’invenzione di una forma che non esiste Leonardo imita ancora la Natura!

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