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Intervallo a scuola, che cosa fare. Giochi e attività a basso costo. Progetti

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Intervallo a scuola, che cosa fare. Giochi e attività a basso costo. Progetti
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L’intervallo è ancora poco considerato ma se ben gestito influisce fortemente sull’apprendimento e il benessere degli alunni. Ecco tante idee

L'intervallo a scuola è spesso considerato un semplice momento di pausa, un'occasione per socializzare o per sgranchirsi le gambe. Tuttavia l'intervallo non è solo un breve respiro tra una lezione e l'altra, ma un'opportunità straordinaria che può influenzare in modo significativo l'apprendimento e il benessere degli alunni. Ecco alcune idee da cui prendere spunto.

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Giochi a basso costo per cortili e corridoi

  1. Il gioco della campana. È sufficiente uno scotch colorato per disegnare le caselle rettangolari del percorso.
  2. Giochi da tavolo. Monopoli & Co divertono anche i nativi digitali e allenato l’attenzione.
  3. Il calciobalilla o il ping pong, amatissimi dagli alunni. Possono essere messi in corridoio o in cortile.
  4. Angolo relax. Nelle classi si può attrezzare un angolo morbido con grandi cuscini e libri da sfogliare per rilassarsi. Per i più grandi alcune scuole hanno messo divani.
  5. Oggetti sparsi. Stanno diventando sempre più popolari per la loro capacità di ispirare il gioco creativo. In giardino si possono mettere assi di legno, copertoni, vecchi tubi blu di gomma. Nei luoghi chiusi dovranno essere scelti oggetti adatti. I bambini li usano per creare mondi immaginari.
  6. Campetto da calcio. Chi ha spazio sufficiente può tracciarne il perimetro e fornire palle da gioco, rigorosamente in gomma piuma.

Progetti per l’intervallo

  1. Moving School 21
    Spezzare la routine delle attività sedentarie con pause in cui ci si possa muovere insieme in allegria, scaricando le tensioni e potendo tornare tra i banchi ancora più carichi di voglia di fare: è questo che si propongono le scuole che aderiscono al progetto “Moving School 21”, che utilizza per questo sia gli spazi interni alla scuola, sia quelli esterni, compresi quelli pubblici della città. Le attività del progetto hanno, nel corso del tempo, coinvolto scuole in diverse regioni d’Italia. Per informazioni si può consultare il sito www.movingschool21.it.
  2. Scuole all’aperto
    La filosofia della necessità di stare all’aria aperta è anche alla base della rete delle “scuole all’aperto”, che decide di portare la scuola al di fuori delle quattro mura delle aule, in spazi dove i bambini possano muoversi e fare esperienze più ricche e variegate. Nel sito dell’associazione si possono trovare anche esempi concreti tratti dall’esperienza degli insegnanti coinvolti.
  3. “CorpoRé”: riprendere contatto con il proprio corpo
    Sperimentato con successo in alcune scuole primarie dell’Emilia Romagna e della Puglia, il progetto “CorpoRé”, ideato da Anna Maria Conoci, sociologa e formatrice, inserito nel 2007 dal Centro Studi Erickson tra le “buone prassi educative”, propone ai bambini attività basate sulla libera espressione del corpo, in piccoli gruppi o nel gruppo classe. Durante “CorpoRé” si gioca, si danza, si ascoltano storie, si raccontano esperienze e vissuti, si crea, ci si rilassa, ci si confronta. “CorpoRé” aiuta i bambini ad acquisire fiducia nelle loro possibilità e a crearsi un futuro più in sintonia con il loro essere. Alla base del progetto c’è l’integrazione della ricerca psicopedagogica con il counseling e l’arteterapia. «Se il corpo non si esprime, muore!» è l’efficace sintesi fatta dalla piccola Aurora, otto anni, al termine delle attività di “CorpoRé”, che l’hanno molto coinvolta.
  4. La giocomotricità, per muoversi, giocare, imparare
    Imparare a muoversi con agilità, sviluppare la coordinazione occhio-mano, superando le difficoltà nei movimenti e nell’interazione con gli altri. E, per di più, divertendosi con attività che uniscono i vantaggi dello sport all’allegria del gioco. La giocomotricità è tutto questo. Tra le attività più spesso proposte ai bambini ci sono quelle che prevedono l’uso di piccoli attrezzi, come cerchi, cubi o palloni, per creare percorsi a difficoltà graduale. Ci sono poi le attività che si svolgono su una scacchiera gigante sulle cui caselle i bambini possono muoversi e saltare (per approfondire si può leggere il libro Giocomotricità su scacchiera gigante. Manuale per insegnanti e istruttori, edito da Le Due Torri).
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