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Come insegnare la grammatica alla primaria: giochi e idee divertenti

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Come insegnare la grammatica alla primaria: giochi e idee divertenti
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Idee di giochi e attività per insegnare la grammatica alla primaria in modo divertente e appassionante, coi suggerimenti della docente Maria Antonietta Ferraloro.

Il lavoro di insegnante è complesso e sfaccettato: non soltanto si ha a che fare con bambini e bambine dal vissuto diverso, dalle molteplici intelligenze e dai caratteri più differenti, ma anche la didattica vive delle evoluzioni che bisogna tenere in considerazione, soprattutto quando si ha a che fare con alunni/e della generazione Alpha (cioè nati dal 2010 in poi). Anche le materie che sembrano subire meno il passare del tempo richiedono sempre nuovi modi per rinnovarsi ed essere proposte alle classi con approcci più adeguati. Parliamo per esempio di come insegnare la grammatica alla primaria: ecco qualche idea per coinvolgere bambine e bambini e farli imparare divertendosi!

La ludodidattica, un modo divertente di imparare la grammatica

Se cerchi idee su come insegnare la grammatica alla primaria, parti dal principio della ludodidattica: un metodo che coniuga divertimento e apprendimento. Il gioco diventa centrale, in modo da poter riportare l’esperienza del bambino/a nelle varie fasi dell’insegnamento. Dato che la ludodidattica prevede delle regole ben precise – non basta “giocare” – ti diamo qualche spunto per portare il divertimento all’interno delle tue lezioni, con il supporto di Maria Antonietta Ferraloro, autrice di “Grammatica per la Primaria”.

Giocare "con i draghi" per imparare la grammatica

Educare bambine e bambini all’utilità delle parole, fare in modo che si concentrino sui vocaboli che scelgono di utilizzare e farli appassionare alla lingua italiana può sembrare un lavoro difficilissimo. Basandosi su I draghi locopei di Ersilia Zamponi, un testo che propone giochi linguistici, Ferraloro suggerisce diversi modi per far divertire la classe imparando la grammatica. Tra questi troviamo:

  • Giocare con i suoni: un lavoro che puoi fare al mattino, appena arrivati in classe, è la lettura di poesie e filastrocche, anche senza senso e senza bisogno di spiegarlo; l’ascolto migliora i tempi di attenzione, aiuta a memorizzare e invita a emulare, spingendo bambine e bambini a creare a loro volta rime, allitterazioni, anagrammi e acrostici
  • Giocare con le parole: prendendo spunto dal binomio fantastico suggerito da Rodari, si può fare un gioco divertente che prevede di scegliere due parole e proporre alla classe di unirle con diverse preposizioni, in modo da creare sempre situazioni e storie diverse; un esempio? Prendete gatto e armadio, come cambia la narrazione se si uniscono diventando gatto nell’armadio, o armadio col gatto?
  • Giocare con gli errori e i lapsus: gli errori non sono un peccato mortale, ma anzi diventano il punto di partenza per raccontare una nuova storia, così come lo sono i lapsus; se un tuo alunno sbaglia, approfittane per coinvolgere la classe in una riflessione su quella parola e su quanti mondi si possono inventare a partire da lì
  • Giocare con l’etimologia: da dove nascono le parole? Spingere bambine e bambini a cercare l’origine delle parole e quindi a capirne il “vero” significato è un modo semplice per coinvolgerli e stimolarli non solo nell’apprendimento di nuovi vocaboli, ma anche nella curiosità di capire da dove arrivano le parole
  • Giocare coi campi semantici: la ludodidattica può venirti in aiuto anche per approfondire il tema del significato delle parole; per farlo, ti basterà proporre alla classe di prendere una parola e da lì trovarne altre che appartengano al suo campo di riferimento.

Lavorare sulla semantica giocando

Esistono diversi modi per approfondire il tema della semantica e quindi dei diversi significati delle parole. Ecco alcune proposte, sempre dagli spunti della docente Maria Antonietta Ferraloro.

L’aggettivo d’argento

Prendendo spunto dai laboratori della poeta Isabella Leardini, puoi proporre l’esercizio dell’aggettivo d’argento. Come funziona? Dai a ogni alunno e alunna un foglio bianco e detta una frase, per esempio “il cielo è…” e proponi loro di iniziare a trovare degli aggettivi, qualsiasi, per completare la frase. Potrebbero venire fuori figure inaspettate, se non vere e proprie poesie!

Segni e significati

Parole e immagini sono segni attraverso cui possiamo elaborare la nostra rappresentazione delle cose. Per questo è utile insegnare a bambine e bambini che le parole hanno un significato proprio, cioè che indica precisamente una persona, un animale o un oggetto, oppure figurato, che pur rifacendosi al significato di base da esso si discosta. Giocare sulle figure è un modo per insegnare alla classe a manipolare le parole e a inserirle in contesti meno scontati.

Lettere e figure

Sempre per insegnare alla classe come usare le parole per delineare un significato, puoi organizzare dei giochi sulle figure retoriche. Tra le più semplici da usare ci sono sicuramente la similitudine e la metafora: fai divertire alunne e alunni a formare nuove figure retoriche. Ferraloro suggerisce il metodo proposto da Simone Giusti in Insegnare con la letteratura. Fai disegnare tre cerchi, poi detta un gruppo di parole affini tra loro. Bambine e bambini dovranno scegliere due parole da inserire nei cerchi esterni, trovando poi un aggettivo che leghi i due vocaboli. Un esempio: acqua, nave, vento, lumaca, terra, pidocchio, farfalla, elefante. Nei due cerchi esterni potrebbero andare nave e vento, nel mezzo potrebbero scrivere “veloce”: la nave è veloce come il vento.

Imparare la grammatica giocando è un modo per divertirsi imparando non solo le regole grammaticali, ma anche per ampliare il proprio vocabolario senza doversi allenare a scrivere sempre parole nuove. I suggerimenti proposti da Maria Antonietta Ferraloro, docente per gli insegnanti e cultrice di Letteratura Italiana, sono ottimi spunti di partenza per applicare la ludodidattica!

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