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ETwinning e l’internazionalizzazione a scuola ai tempi del COVID

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ETwinning e l’internazionalizzazione a scuola ai tempi del COVID
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Dall'eTwinning all'Erasmus, ecco quali sono gli strumenti per uscire dall'isolamento imposto dalla pandemia e ampliare l'orizzonte degli studenti (anche con esperienze all'estero)

Aprirsi al mondo, “viaggiare” anche se virtualmente, conoscere coetanei di tanti Paesi diversi, collaborare con docenti stranieri, realizzare progetti insieme che rientrano pienamente nelle attività curriculari. L'internazionalizzazione a scuola è un'esperienza formativa importante e appassionante, sia per i ragazzi che per i loro insegnanti, ed è possibile anche in tempi di pandemia, grazie a eTwinning, la community delle scuole in Europa. Una rete nata per crescere, allargare i propri orizzonti, ampliare la propria professionalità, conoscere colleghi e metodi di altri Paesi, divertirsi.

Una comunità virtuale

Grazie al web e alle tecnologie digitali l'internazionalizzazione a scuola è a portata di mano anche ora che varcare le frontiere è quasi impossibile. Si viaggia solo virtualmente ma è comunque un modo per evadere dalla propria aula. Durante il primo lockdown, nella primavera del 2020, c'è stata una crescita di oltre il 300% nelle iscrizioni alla piattaforma, con tremila nuovi docenti registrati nel solo mese di marzo. Per tutta la durata della DAD eTwinning ha mantenuto connesse scuole italiane e straniere tra loro con un'infinità di progetti. Adesso eTwinning è uno strumento utilissimo per fare didattica digitale integrata allargandosi all'Europa anche se ovviamente si può scegliere di collaborare soltanto con scuole italiane.

Come funziona

La piattaforma consente non solo ai docenti ma anche ai dirigenti scolastici e ai bibliotecari di comunicare, collaborare, sviluppare progetti e condividere idee con i loro colleghi, italiani ed esteri. In questo momento la rete connette quasi novecentocinquantamila insegnanti di oltre duecentomila scuole sparse in tutta Europa.

È uno strumento estremamente flessibile, si possono fare progetti molto semplici per iniziare e si può arrivare a progetti complessi e impegnativi che durano un'intero anno scolastico o addirittura un intero ciclo.
Non si tratta solo di scambi virtuali e gemellaggi elettronici. Ci si può anche incontrare di persona. O meglio, si poteva prima della pandemia e, si spera, si potrà in futuro.

ETwinning costa meno della classica gita scolastica e regala tanto in più... Si entra nelle case, si sta a contatto stretto con coetanei stranieri, insieme a loro si visitano luoghi magari al di fuori dei consueti itinerari turistici. Si scoprono aspetti di quella cultura che sfuggirebbero altrimenti. Ne sono nate anche amicizie durature, scambi tra famiglie per le vacanze successive.

Formazione gratuita

Sul sito italiano di eTwinning (etwinning.net) si trovano tutte le informazioni necessarie per iscriversi alla rete e una mappa dei seminari di formazione offerti gratuitamente. E' utile contattare l'ambasciatore eTwinning della propria zona per uno o due incontri orientativi. Sul sito sono disponibili kit di materiali e tantissimi esempi di progetti già realizzati da cui trarre ispirazione.

ETwinning funziona come un social, è facile mettersi in contatto con i colleghi stranieri e individuare un partner con cui sviluppare la propria idea. Inoltre, dà riconoscimento al lavoro svolto da insegnanti, studenti e scuole per mezzo dei Certificati di qualità nazionali ed europei, i Premi eTwinning, le Scuole eTwinning e il Portfolio eTwinning. Progetti che danno prestigio alla scuola e generalmente sono sostenuti dai dirigenti scolastici.

Il passo successivo: Erasmus Plus

Il passo successivo nell'internazionalizzazione della scuola è Erasmus Plus, il programma europeo per l'istruzione, la formazione, la gioventù e lo sport. Prima del 2014, Erasmus riguardava soltanto gli studenti universitari, poi è stato esteso a tutte le scuole, a partire da quella dell'infanzia. A differenza di eTwinning, Erasmus Plus finanzia i progetti di scambio culturale con altri Paesi, che diventano dunque gratuiti per le scuole e gli studenti. Insieme al proprio partner europeo si lavora a un progetto comune propedeutico ai viaggi, circa tre per ogni anno scolastico. Due sono riservati agli insegnanti, per la loro formazione, e uno avviene insieme ai ragazzi. I viaggi durano cinque giorni, di cui tre dedicati alle attività effettive da svolgere nelle classi dei partner europei.

Ogni nazione a turno ospita gli studenti stranieri: questo accade una sola volta per ogni progetto. Per ottenere il finanziamento bisogna partecipare a bandi di gara e il meccanismo è molto più complesso. Prima di partecipare a Erasmus Plus meglio fare pratica con eTwinning.

I numeri di eTwinning

Il primo rapporto di attività dell’Unità nazionale eTwinning, relativo al periodo 2014/2020 fotografa una realtà in fortissima crescita.

L’Italia è il secondo Paese eTwinning (dopo la Turchia) per numero di insegnanti registrati dal 2005, con un totale di 91.658 docenti, oltre il 10% del totale dei docenti eTwinning. Il periodo tra il 2014 e il 2020 ha fatto registrare una crescita costante degli insegnanti italiani iscritti con un aumento di oltre il 400 per cento.

Significativo è anche il dato relativo alla penetrazione di eTwinning sul totale dei docenti di ruolo attivi in Italia: un indice del 4,99 per cento nel 2020, un valore quasi quadruplicato nell'ultimo settennio. Dal 2009 inoltre in Italia è attiva la rete degli Ambasciatori eTwinning: oltre 150 insegnanti esperti della piattaforma e di progettazione didattica che supportano i colleghi.

A livello europeo sono iscritti a eTwinning più di 945.000 docenti che, dal 2005 ad oggi, hanno attivato oltre 123.000 progetti di collaborazione didattica tra scuole. Aderiscono ad eTwinning un totale di 43 Paesi. I 27 Stati Membri dell’Unione europea insieme a Albania, Bosnia-Erzegovina, Macedonia del Nord, Liechtenstein, Islanda, Norvegia, Serbia e Turchia e a otto nazioni confinanti con l’UE: Armenia, Azerbaigian, Georgia, Moldavia, Ucraina, Tunisia, Giordania e Libano.

Le statistiche italiane fanno segnare un trend positivo relativo anche ai progetti di collaborazione eTwinning attivati, con una media annuale che supera quota 3.300. In particolare, nel 2020, nonostante la chiusura delle scuole dovuta alla pandemia, sono state attivate 3.640 nuove collaborazioni con scuole italiane e straniere.

Si stima che la didattica eTwinning abbia coinvolto in Italia un totale di oltre 800.000 alunni impegnati nei progetti dal 2005. Il 51 per cento delle scuole italiane registrate in Piattaforma è rappresentato da istituti di secondo grado, il 29 per cento da scuole primarie, il 13 per cento da secondarie di primo grado e il 7 per cento da scuole dell’infanzia.

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