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Educare con coraggio tra guerra e pandemia

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Educare con coraggio tra guerra e pandemia

Daniele Novara partecipa all'incontro della Scuola di Milano per aiutare genitori ed educatori a gestire le emozioni dei bambini e dei ragazzi in questo periodo difficile e usarle come risorse per la loro crescita.

Tra i duri anni di pandemia e lo scoppio di un nuovo, terribile, conflitto alle porte dell'Europa, bambini e ragazzi si trovano ad affrontare esperienze decisamente complicate sul piano emotivo. Come può dunque un educatore intercettare tale disagio e conferire ai più giovani gli strumenti necessari per gestire una situazione così delicata? Il pedagogista Daniele Novara ne parla Educare con coraggio tra guerra e pandemia, l'incontro che segna il ritorno della Scuola Genitori di Milano che si terrà lunedì 16 maggio alle 20.45 presso il Teatro PIME di Milano.

Le emozioni dei bambini e dei ragazzi come risorse per la loro crescita

L’incontro della Scuola di Milano con Daniele Novara rappresenta un’occasione per dare indicazioni pratiche e concrete su come e cosa si può fare per affrontare insieme ai bambini e ai ragazzi i temi più spinosi dell'attualità, con l’obiettivo di ridurre l’ansia e trasformare queste ristrettezze in una sfida per crescere con coraggio. Bambini e ragazzi infatti vivono i problemi del mondo in modo diverso e occorre considerare le differenti età per organizzare adeguate risposte educative.

«Con le giuste attenzioni  si può infatti riuscire a tirar fuori e a usare comunque al meglio le loro potenzialità - scrive Daniele Novara nella presentazione dell'evento postata sul suo profilo facebook  - I genitori possono creare uno spazio di protezione di carattere educativo dove il bambino può trovare tutta la leggerezza, il divertimento, che è dovuto alla sua età. Un bambino può e deve farlo: è un bambino! Tanto quanto un ragazzo deve poter vivere una dimensione adolescenziale in cui fare quello che un ragazzo deve fare. E tutto questo è possibile».

Descrizione del tema

Negli ultimi due mesi la guerra è diventato uno spettacolo permanente nelle case degli italiani. Le immagini di crudeltà fanno male ai bambini, così come non facciamo vedere loro i film dell’orrore, non dobbiamo esporli alla visione dei bombardamenti e di ogni morte violenta. La nostra società si sta assuefacendo alla guerra come spettacolo quotidiano, è diventata una specie di intrattenimento, un reality, che fa parte della programmazione televisiva. Come accadeva ai tempi del Grande Fratello ci chiedevamo "vediamo oggi chi buttano fuori dalla casa?", oggi andiamo a vedere curiosi come procede la guerra, chi muore e chi uccide. Dopo due anni immersi nei videogiochi ‘sparatutto’ gli adolescenti assistono alla spettacolarizzazione della guerra in Ucraina e questo li getta in uno stato di confusione perché la finzione del gioco e la realtà della guerra si mescolano. Tutto questo porta i giovani a desensibilizzarsi verso la guerra e verso il senso della vita umana. Così anche la guerra, quella vera, diventa un gioco, videogioco, che non è più virtuale ma reale. Sul tema della pace alle materne e alle primarie si è lavorato molto, mentre alle scuole superiori questo non è avvenuto. Non è un caso che sia nato un movimento per la pace tra gli adolescenti né in Italia né in Europa, né altrove. In epoca prepandemica questo non sarebbe successo.

Oggi i nostri ragazzi vivono un momento di ‘anestesia’ causato dall’isolamento pandemico a cui sono stati costretti per due anni, durante il quale hanno dovuto piegarsi a fare qualcosa di innaturale per la loro età: stare nel nido materno, anziché allontanarsi e approdare al gruppo dei coetanei, come è normale che sia. Nei bambini, invece, l’incertezza vissuta in questi due anni, che ha impedito loro di creare abitudini sane e crescere serenamente, seguendo un’organizzazione della vita semplice e chiara, di cui hanno bisogno a quell’età, sta creando un’aggressività fisica diffusa verso ai genitori, la palese manifestazione di disagio forte. In questi due anni i genitori, a stretto contatto con i figli, per quieto vivere hanno abbassato la guardia sulle regole educative, la permissività è diventata quotidiana, mamma e papà sono sempre più amici e sempre meno ‘educatori’.

Questa ‘melassa emotiva’ nella quale navigano i genitori di oggi, che cercano di fare gli “amici”, crea frustrazione nei bambini. È necessario riprendere in mano con coraggio gli strumenti educativi per restituire serenità ai nostri figli. Anche a scuola sta accadendo che l’uso troppo prolungato della mascherina crea offuscamento dell’autorità dell’insegnante a scuola, i bambini non vedono più le espressioni del volto delle maestre e questo, alla lunga, crea distanza e apatia verso le docenti

Info e prenotazioni

Educare con coraggio tra guerra e pandemia si terrà lunedì 16 maggio alle 20.45 presso il Teatro PIME in via Mosè Bianchi 94. La partecipazione è gratuita con iscrizione obbligatoria per gestire al meglio la serata. I posti sono limitati.

Per informazioni: scuola.genitori@cppp.it; Telefono +039 0523498594

L'evento è realizzato grazie al prezioso contributo di MILE Bilingual School e Crescendo by Sodexo Italia.
Modera l'incontro Sarah Pozzoli, Direttore di Focus Junior e Focus Pico. Interverranno per i saluti di apertura Paola Madona, responsabile servizio educativi di Sodexò, ed un rappresentante di Mile School.

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