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I consigli degli insegnanti per godersi le vacanze di Natale

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I consigli degli insegnanti per godersi le vacanze di Natale
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Le vacanze di Natale stanno arrivando: ecco come consigliano di trascorrerle tre insegnanti, tra libri, mostre e spettacoli

Arrivano le vacanze! Anche i docenti condividono, pur non potendo mostrarla altrettanto apertamente, la gioia di bambini e ragazzi per questa pausa invernale che ci consente di ricaricare le batterie. Ecco i consigli di alcuni insegnanti per rilassarsi e divertirsi, magari approfittando per imparare anche qualcosa di nuovo, perché, si sa, dalla scuola non si riesce mai a staccare completamente...

I consigli degli insegnanti per godersi le vacanze

Flavio Ratti, maestro alla scuola primaria

Io andrei ad Atene, magnifica anche d'inverno. Adoro passeggiare tra le tombe del Ceramico, l'antico cimitero della città, dove meravigliose statue (copie di quelle originali, trasferite al museo vicino agli scavi) ed iscrizioni funebri raccontano la vita e le emozioni di donne e uomini di 2500 anni fa.

Se avete bimbi, non perdetevi a teatro Becco di rame: la meravigliosa storia vera dell'oca di Tolosa che lottando con una volpe per difendere il pollaio perde la parte superiore del becco. Il veterinario crea per lei una protesi di rame che le consente di nutrirsi e sopravvivere. Il gruppo degli altri animali accoglie la diversità di Becco di Rame con naturalezza, tanto da trasformare la disabilità in un punto di forza. L'adattamento drammaturgico è di Ida Rubini, le musiche originali di Andrea Ferrario. Io l'ho visto al teatro Bruno Munari a Milano ma sta girando tutta Italia. È nata anche la Fondazione Becco di Rame che ha come obiettivo quello di sostenere le realtà sportive di giovani atleti con protesi.

Sempre a teatro, se avete la possibilità andate ad ascoltare una delle conferenze di Stefano Mancuso: super affascinante sentirlo parlare dell'intelligenza delle piante, della loro capacità di risolvere problemi, della loro sensibilità, della loro percezione dei pericoli. Mancuso è uno scienziato di fama mondiale, dirige il Laboratorio internazionale di neurobiologia vegetale a Firenze ma ha insegnato anche in università giapponesi, svedesi e francesi. Nel 2013 il New Yorker lo ha inserito nella classifica dei world changers. Davvero molto stimolante ascoltare le sue teorie e poi correre in libreria ad acquistare uno dei suoi libri da leggere durante le vacanze...

Alessandra Gagliano, maestra della scuola primaria

La prima cosa che mi viene in mente da consigliare è la visita alla Rimini romana. Inaspettata la bellezza del centro storico e del sito archeologico cui è abbinato il museo sulla Domus del Chirurgo. Sarà banale, ma a me è piaciuta tantissimo. La Domus è stata scoperta nel 1989, quando lavori stradali in piazza Ferrari l'hanno riportata alla luce, e aperta al pubblico nel 2007. È una casa romana del II secolo dopo Cristo, vi abitava probabilmente un medico militare, hanno ritrovato tutti i suoi strumenti da chirurgo, ma ci sono anche bellissimi mosaici.

Tra i libri da leggersi con calma in queste vacanze suggerirei Insegnare non basta di Marco Erba (Vallardi editore). Erba insegna letteratura italiana e latina al liceo e mi piace molto la passione per i ragazzi che trasmette. Insegnare non basta, spiega, perché l'insegnante non è un trasmettitore di nozioni ma un educatore che usa la materia che insegna per toccare la vita dei suoi studenti. L'insegnamento secondo Erba deve suscitare domande, sviluppare un senso critico e portare i ragazzi ad amare un pochino di più questa meravigliosa avventura che è la vita, e io sono pienamente d'accordo. Poi però, per evadere un po' dal mondo della scuola, mi tufferei nei gialli, che adoro... a me in particolare piacciono quelli di Robert Galbraith.

Stefania Sgaramalla, docente di tecnologia

Lo ammetto, sono ossessionata dalla scienza ma per me è davvero una grande passione. I miei consigli, dunque, sono un po' monotematici... Se potessi, andrei a passare qualche giorno a Napoli, che oltre ad essere meravigliosa ospita il primo museo scientifico interattivo italiano: la Città della Scienza. È un luogo meraviglioso per appassionare i bambini ma anche i grandi alla scienza e alla tecnologia attraverso la sperimentazione e il divertimento. Il consiglio è di prendersela con calma perché è molto grande, divisa in 4 grandi aree espositive: il Museo del Corpo Umano, il Planetario 3D, la Mostra interattiva dedicata al Mare e l'Officina dei Piccoli (500 mq coperti di luoghi, attività, giochi e incontri “riservati” ai bambini da 0 a 10 anni). Ma ci sono anche i laboratori: Lo GNAM (il Villaggio della Dieta Mediterranea e della Biodiversità), il FabLab dei piccoli, la Casa degli Insetti, lo Spazio Galilei.

Io che resterò a casa potrò consolarmi con le offerte milanesi: fino al 28 gennaio si può andare a vedere alla Spazio Ventura la mostra Scientopolis: la Città della Scienza. È adatta a tutte le età ma perfetta per i bambini. Tutto è interattivo, si può provare in piena sicurezza la gravità lunare, ammirare una vera e propria Tesla Coil da 3 milioni di volt che scaglia saette fino a 5 metri di distanza o immergersi nella realtà virtuale per viaggiare dal Big Bang fino al futuro prossimo della Terra. La sezione dedicata alla fisica presenta i temi delle forze fondamentali dell'universo - suoni e vibrazioni, luce e colori - e offre l'opportunità ai visitatori di sperimentare direttamente le leggi del moto e della gravità attraverso pendoli originali e pendoli ludici.

Molto carino anche il Museo Scientifico Explorazione a Treviglio, un laboratorio interattivo permanente con oltre 60 postazioni che consentono di toccare con mano alcuni concetti di fisica, matematica e altre scienze. Il museo propone percorsi didattici per le scuole di ogni ordine e grado, laboratori esperienziali ogni domenica pomeriggio dedicati ai vari settori della scienza, conferenze di scienziati ed esperti.

Per quanto riguarda le letture, io sarò sommersa dai decreti attuativi del PNRR... ma posso consigliare Una magica domenica a casa Pascoli (Laura Capone editore). Il romanzo è stato scritto da Monica Testi, docente di italiano, e immagina l'incontro tra il poeta e un ragazzino un po' impertinente. Nel dialogo fitto che ne scaturisce si intravvede l'animo intimo di Pascoli, i suoi affetti, i suoi dolori. Un modo delicato e sensibile di presentare un grande autore del Novecento che forse, così, potrebbe risultare meno ostico ai ragazzi.

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