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Educazione musicale, perché è importante

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Educazione musicale, perché è importante
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L'educazione musicale stimola le capacità cognitive ed espressive nei bambini, sviluppando ascolto, percezione uditiva e partecipazione attiva attraverso il gioco e l'interazione di gruppo

Tra le diverse discipline proposte a scuola, l’educazione musicale costituisce sicuramente un importante arricchimento della persona perché concorre allo sviluppo armonico delle potenzialità cognitive ed espressive di bambini e bambine.

Essa stimola la capacità di ascolto, contribuisce a coltivare la percezione uditiva, fondamento su cui si costruisce ogni esperienza musicale, nonché la partecipazione attiva e condivisa, nel momento in cui le attività vengono proposte e realizzate in gruppo. Con la musica puoi... giocare, inventare, incontrare, pensare e tanto altro!
Così scrive Grazia di Leuce nel suo libro Con la musica puoi... illustrato da Grabriele Clima, Edizioni Curci Young

Quante cose infatti possono fare i bambini con la musica e grazie alla musica!

Essa li aiuta a sviluppare le abilità linguistiche e influisce positivamente sul miglioramento delle capacità sociali ed emotive. Introdurre bambini e bambine alla musica fin dai primi anni, aiuta loro a esplorare forme
diverse di creatività e l’amore per le diverse forme d’arte.

I laboratori musicali proposti fin dai primi anni della scuola dell’infanzia offrono agli alunni l’opportunità di sperimentare e comprendere i suoni, le loro caratteristiche e le loro combinazioni in modo pratico e, soprattutto, condiviso. Attraverso la musica a scuola si esplorano prima di tutto le potenzialità del corpo e della voce, che sono veri e propri strumenti musicali. La voce può far “suonare” le parole quando canta, la voce comunica emozioni, pensieri, sentimenti, opinioni, la voce modula i volumi e può urlare e sussurrare, può ondeggiare
giocando tra forte e piano, crescendo e diminuendo, può esprimersi in toni diversi, scherzoso, ironico, serio, arrabbiato, dolce, infine può giocare divertendosi a produrre versi, suoni e rumori.

I giochi con la voce aiutano a sviluppare il senso del ritmo, la percezione e il gusto musicale. Attraverso la proposta di canti, filastrocche e semplici giochi ritmici i bambini possono sperimentare e apprendere le potenzialità del proprio personale strumento che è appunto la voce.

La letteratura contemporanea offre ai docenti della scuola dell’infanzia e primaria, ottimi strumenti per la costruzione e la realizzazione di laboratori musicali. Non mi riferisco ovviamente solo alla manualistica, bensì alla narrativa e agli albi illustrati, strumenti essenziali e tesori preziosi nella programmazione didattica delle varie discipline e nella proposta di innumerevoli argomenti. Come ho già avuto modo di raccontare più volte, da anni strutturo quasi tutte le mie proposte didattiche partendo dalla lettura di testi (classici e contemporanei) della letteratura per bambini e ragazzi; con il tempo, ho potuto osservarne e apprezzarne i risultati e i vantaggi in termini di risposta, partecipazione, curiosità e interesse da parte degli alunni.

Per quanto riguarda la musica e la didattica della musica, nel panorama editoriale italiano troviamo case editrici specializzate, come Curci Young, marchio per l’infanzia, caratterizzato dalla proposta di contenuti musicali attraverso un approccio divulgativo giocoso e di qualità. Nel catalogo possiamo trovare libri e albi dedicati all’educazione musicale completi di tracce audio per l’ascolto, tra cui i volumi di Grazia di Leuce, dedicati ai più piccoli. Troviamo altresì volumi che esplorano tematiche molto attuali, come Ninna nanna del Mediterraneo, di F. Aziz, L. Moro e L. Tozzi, un albo delicato, dedicato ai naufraghi del Mediterraneo, un canto di vita, di morte, ma anche di speranza. L’albo contiene la traccia musicale che accompagna il testo. È un chiaro esempio di come, attraverso la musica, si possano proporre anche a i più piccoli momenti di riflessione su argomenti legati a questioni di grande rilevanza sociale, contribuendo a strutturare veri e propri percorsi interdisciplinari su tematiche di attualità.

Anche la casa editrice Voglino è molto attiva in campo di didattica musicale. Penso ad esempio alle collane Musica Practica e I didattolibri i cui volumi, attraverso la narrazione di favole illustrate dotate di tracce musicali, avvicinano più nello specifico alla conoscenza del pentagramma (L. Cortese, La casa delle note) o delle famiglie di strumenti musicali (F. Cherubini, A. Maggini, C’erano una volta gli archi, C’erano una volta i fiati, C’erano una volta il pianoforte e i tasti).

Ci sono poi editori che hanno collane speciali dedicate alla musica, come ad esempio la collana Musica disegnata e un po’ strampalata di Carthusia all’interno della quale trovano posto i volumi Caterina Cammina, cammina, Il Carnevale degli animali e Le quattro stagioni scritti da Elisabetta Garilli, esperta di didattica musicale.

Per quanto riguarda poi la casa editrice Erickson, trovo utile citare due volumi più prettamente didattici, curati ancora una volta da Elisabetta Garilli, La scuola dell'infanzia è un'orchestra e La classe è un’orchestra in cui l’autrice offre riflessioni, suggerimenti e semplici percorsi educativi anche per chi non ha conoscenze musicali approfondite. Si parte proprio dall’idea che la classe sia come un’orchestra, fatta di voci, timbri, ritmi, melodie espresse e inespresse, strumenti dalle caratteristiche diverse che vanno a completarsi l’uno con l’altro. Come i
musicisti di un’orchestra sono chiamati a suonare insieme, così gli alunni di ogni classe apprendono insieme e crescono insieme. L’ora di Musica diventa quindi creazione, disciplina, logica, linguaggio, orientamento, ma anche valorizzazione dei talenti.

Tra gli albi illustrati, che fanno del suono e della musica l’elemento centrale non posso non citare Estate di Suzy Lee, edito da Corraini. Attraverso le linee nette, i contrasti di colore e la scelta di tecniche diverse che dialogano tra loro, Suzy Lee porta sulla carta tutta la potenza dell’estate di Vivaldi, i suoi giorni di sole, il vento e gli improvvisi temporali. Le illustrazioni giocano con le note musicali e le traducono sulla pagina in immagini visive
dalla straordinaria intensità. Un albo poetico da cui si può partire non solo per avvicinare i bambini alla musica, ma per invitarli a cogliere tutta la poesia racchiusa in alcuni capolavori sonori e artistici.

Tra le ultime uscite, segnalo sicuramente A tutta musica! Il metodo geniale per conoscere 50 strumenti in 1 colpo, di Ole e Hans Könneke, edito da Beisler. Questo libro offre un’esperienza completa. I QR-Code stampati su ogni pagina permettono di ascoltare il suono di tutti i cinquanta strumenti proposti, che vengono raccontati, illustrati e, per l’appunto, suonati. Suddiviso in brevi capitoli e scritto in font ad alta leggibilità, è un libro sicuramente divertente, ma soprattutto uno strumento utilissimo per avvicinare i bambini alla dimensione dell’orchestra e alla conoscenza di ogni suo singolo elemento. Mi preme sottolineare, in conclusione, l’importanza del corretto utilizzo di quello strumento fondamentale che ogni adulto possiede: la voce appunto, qui ampiamente citata. Leggere ad alta voce ai bambini un albo illustrato o un qualsiasi racconto, implica la
necessità di trasmettere attraverso la lettura la musicalità delle parole, l’importanza delle pause, gli stati d’animo dei personaggi che parlano attraverso la voce del lettore. La lettura ad alta voce deve essere una lettura “presente”, partecipata, coinvolta e coinvolgente. Ed è anche attraverso di essa che possiamo educare i bambini all’ascolto attivo, ma soprattutto all’amore per la parola, per i suoni e per le emozioni che essi veicolano.

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