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Biofilia: cos’è e perché è importante per la didattica scientifica

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Biofilia: cos’è e perché è importante per la didattica scientifica
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Che cos'è la biofilia? E quanto è importante nell’attività scientifica per i bambini? Scopriamolo insieme ad un'esperta biologa

Come esseri umani abbiamo bisogno di stabilire una connessione con la natura e con gli altri organismi. Il campo che studia questo fenomeno è chiamato biofilia.

"Natura è tutto ciò che noi vediamo: il colle, il pomeriggio, lo scoiattolo, l’eclissi, il calabrone" recita la poesia Natura è ciò che vediamo della poetessa americana Emily Dickinson. Tutti gli umani hanno una predisposizione per la biofilia, una parola utilizzata dal biologo Edward Osborne Wilson, nel 1984, per indicare "l'amore per la vita".

Che cos’è la biofilia

La biofilia è un'ipotesi scientifica secondo la quale esiste un'attrazione, inconscia e istintiva, degli esseri umani verso altri esseri viventi. In realtà è la storia evolutiva della nostra specie: la maggior parte dei nostri istinti ci viene dagli antenati che vivevano uno stile di vita da cacciatori-raccoglitori prima dell'addomesticamento degli animali e dell'agricoltura.

«La nostra sopravvivenza era legata proprio alla conoscenza degli animali, delle piante, dei terreni e delle condizioni climatiche. Tutto questo è cambiato perché ci siamo evoluti, ci siamo staccati in un certo senso dalla natura e quindi l’uomo non è più colui che viveva di raccolti e di caccia… Ciò però non toglie che viviamo in mezzo alla natura e quindi dobbiamo conoscerla e rispettarla per poterla “usare”» precisa la professoressa Patrizia Torricelli già ordinaria di biologia all’università Ca’ Foscari di Venezia.

«I giovani oggi rivendicano il loro diritto a un pianeta che è arrivato nelle loro mani in condizioni che non sono riconducibili a nessun altro sistema ecologico, ci si lamenta soltanto perché è sovrappopolato o perché lo abbiamo messo in condizioni di degrado. Perciò pensando alla biofilia dovremmo andare a ritrovare in noi l’attenzione verso la natura per poter vivere in maniera più consapevole sul nostro pianeta» continua Torricelli.

Biofilia: un termine che piace anche alla scienza

«C’è anche chi ha provato ad andare a vedere se c'erano delle determinanti genetiche, cioè che ci sia effettivamente qualcosa che geneticamente faccia parte del nostro DNA e che ci predisponga a questo. Non c’è una risposta genetica per ora. Però rimane il fatto che la biofilia è una dote innata. Noi siamo creature di questo mondo e ne facciamo parte» continua la professoressa Torricelli. E tutti noi, fin da bambini, se immersi nella natura siamo curiosi e vogliamo imparare, ci viene più facile ricordare il nome di una pianta, di un animale, di un fiume se lo vediamo dal vero invece di imparare i nomi sui libri. E così abbiamo chiesto alla professoressa di spiegarci meglio i meccanismi di questa nostra predisposizione verso la natura».

Quanto è importante la biofilia nell’attività scientifica per i bambini?

«Tantissimo. Negli Stati Uniti è stato condotto un test su un gruppo di bambini ipovedenti che sono stati portati nella natura, tra gli alberi, per allenare la vista. Il risultato? Un leggero miglioramento nella visione dei colori».

Osservare la natura all’aperto aiuta la memoria? 

«Certo, sicuramente, i bambini intorno ai 3-4 anni hanno quella curiosità innata che non sanno però esprimere. Se a un bambino mostri gli alberi, le alghe, gli animali, ne ricorda immediatamente i nomi, e ti chiede di raccontare ancora. I bambini vogliono esplorare, guardare, capire. Non hanno bisogno di studiare con sacrificio, per loro è un piacere imparare nella natura. E oggi possono farlo in due modi meravigliosi: uno direttamente a contatto con la natura; l’altro con la possibilità di usare in modo sano la tecnologia. I nostri ragazzi sono dei maghi di tecnologia. Esistono delle app stupende come Picture this che riconosce la specie e il nome. È semplicissima da usare: si mette la telecamera dello smartphone davanti a una pianta, a una foglia o a un tronco e immediatamente si hanno tutte le informazioni su quella specie. Attenzione, c’è un’app anche per il canto degli uccelli e altre per ogni rumore della natura. Insomma, mettere insieme la biofilia spontanea, quella che i bambini hanno naturalmente, con la tecnologia, secondo me, è un cocktail meraviglioso. Non solo, voglio aggiungere ancora una cosa importante: le app non aiutano soltanto a riconoscere immediatamente e a classificare un elemento naturale, ma danno anche il nome scientifico in latino».

Perché è importante sapere il nome scientifico in latino? 

«Perché ogni elemento della natura, in ogni lingua del pianeta, ha il suo nome. Usando la nomenclatura latina, quella di Linneo, invece diventa una lingua internazionale. Se si usa la terminologia scientifica si può comunicare con tutto il mondo: un bambino coreano e un bambino italiano si capiscono se, per esempio parlando del ghepardo, usano il nome scientifico».

Perché la biofilia è importante nella didattica scientifica?

«È fondamentale perché proprio attraverso l’amore innato per la natura i bambini acquisiscono degli elementi che non dimenticheranno più nella vita. Essendo stata docente universitaria per più di 40 anni e avendo avuto le aule piene di studenti, posso confermare che quello che hanno imparato da bambini lo ricordano benissimo. E ricordate cari insegnanti, si impara anche giocando perché il gioco richiama l’attenzione».