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Conosciamo il mondo delle api – Idea di lezione

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Conosciamo il mondo delle api – Idea di lezione
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Tutto sulle api e la loro importanza per la biodiversità. Come riconoscere l'ape regina, le api operai e i fuchi. Come è fatto l'alveare e l'attività dell'apicoltore.

Il 20 maggio è la giornata mondiale delle api. La data è stata scelta dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite perché coincide con la data di nascita di Anton Janša (1734-1773, foto a sinistra), il quale nel XVIII secolo fu un pioniere delle tecniche di apicoltura moderne nel suo Paese natale, la Slovenia. Fu proprio la Slovenia infatti a promuovere la celebrazione della giornata e a riconoscere il grande valore di questi insetti per la loro capacità di lavorare richiedendo pochissima attenzione.

PERCORSO INTERDISCIPLINARE: scienze, educazione civica.

TEMA GENERALE: l’importanza dell’ambiente e il rispetto per ogni insetto, animale, pianta, fiore che ne fa parte.

OBIETTIVI

  • Attirare l'attenzione della popolazione scolastica, e non solo, sull'importanza della protezione delle api;
  • ricordare che l'umanità dipende dalle api e da altri impollinatori;
  • proteggere le api e altri impollinatori per contribuire in modo significativo alla soluzione dei problemi legati all'approvvigionamento alimentare globale e per eliminare la fame nei Paesi sviluppati;
  • fermare la perdita di biodiversità e il degrado degli ecosistemi in modo da contribuire al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile.

TARGET: QUARTA/QUINTA PRIMARIA E SECONDARIA DI PRIMO GRADO

PRIMA FASE: la famiglia. 

Fanno parte della famiglia delle api: le regine; i fuchi e le operaie.

Le operaie (worker in inglese) sono la maggior parte delle api e sono solo femmine anche se i loro organi produttivi non entreranno mai in funzione. Se stanno lavorando, hanno una vita di circa un mese. Se invece nascono durante il tempo del letargo possono vivere anche sei mesi. Se un operaia ci punge perde la vita perché il pungiglione ha delle scanalature laterali che se si impiantano nella pelle si impiglia e si strappa via dal corpo.

La regina (queen in inglese) vive quattro o cinque anni. L’uovo della regina è identico a quello delle operaie ma sono quest’ultime ad alimentare le larve in modo diverso e quando nasce ha una super celletta nell’alveare. La regina, sempre in volo, ripete l’accoppiamento con una ventina di maschi. È la mamma di tutte le api.

I fuchi (drone in inglese) sono i maschi dell’alveare. Servono per la riproduzione e in genere nascono a primavera ma non sono capaci di fare il miele.

 

 

 

SECONDA FASE: l’alveare. 

L’alveare è la casa delle api fatta da tanti piccoli buchini di cera che si chiamano celle. Qui vivono le api appena nate e qui viene conservato il miele come riserva per l’inverno.

Quando una famiglia è molto vitale e raggiunge più o meno 60mila unità, la regina con una buona parte delle api e dei fuchi vola via a cercare un’altra casa. Quando escono si dice che "sciamano". Questa operazione può essere fatta naturalmente o sotto la guida dell’apicoltore.

TERZA FASE: l’aiutarsi gli uni con gli altri, magia della natura.

I fiori non sanno cosa farsene del nettare che è dolce ma agli insetti piace molto. Le api quindi vanno sui fiori, per cibarsi del nettare e del polline. Quando arrivano lì, essendo pelose, si impolverano di polline che arriva su altri fiori proprio grazie alle api. Vincono tutti: le api che si nutrono e i fiori che vengono fecondati. Sono le api a decidere che cosa mangiare, quando uscire dall’alveare, quando chiudere le cellette e quando riprodursi.

QUARTA FASE: come si ottiene il miele. 

Le api masticano e rimasticano per circa 20 minuti il nettare ricevuto fino a trasformarlo in una sostanza quasi liquida che poi versano nelle cellette. Ogni celletta viene chiusa con un coperchio di cera e lì dentro il liquido, grazie al caldo, si asciugherà fino a trasformarsi in miele.

QUINTA FASE: l’apicoltore.

È lui che si occupa della raccolta del miele. Prima tira fuori tutti i favi dall’alveare facendo attenzione a non romperli. Poi toglie i tappi di cera dalle celle. A questo punto viene usato lo smielatore, una macchina che succhia fuori il miele senza danneggiare il favo. Infine il miele è versato nel maturatore, un recipiente dove il liquido rimane alcuni giorni per perdere l’acqua in eccesso. L’apicoltore non raccoglie solo miele ma anche la pappa reale e la propoli. La prima è una sostanza gelatinosa che dà molta energia; la seconda è una sostanza ricavata dalle resina delle piante.

QUINTA FASE: l’importanza del clima.

Il lavoro e l’esistenza delle api dipendono dal clima. Le api vivono da milioni di anni, si adattano ai cambiamenti ma in maniera lenta. Il cambiamento rapido che c’è in atto in questo momento non permette loro di adeguarsi in maniera così veloce. I cambiamenti climatici degli ultimi anni hanno reso la vita delle api parecchio difficile. Un esempio pratico: se diluvia per un mese proprio appena l’acacia finisce di fiorire e tutti i fiori cadono a terra, il miele d’acacia ce lo possiamo scordare. Altro esempio: se le temperature si alzano in modo anomalo, i fiori producono meno nettare e meno polline, si seccano prima e le api restano a bocca asciutta.

LA DOMANDONA: perché sono importanti le api?

Le api sono importanti per la natura perché svolgono il ruolo di impollinatrici. Le api, sia domestiche sia selvatiche, sono responsabili di circa il 70% dell’impollinazione di tutte le specie vegetali, attraverso il loro lavoro garantiscono circa il 30% del cibo che abbiamo. Per questo motivo il rischio di scomparsa delle api è un grande problema per l’uomo.

L'ATTIVITA’: vuoi far l’apicoltore?

Per fare questo mestiere devi conoscere bene le api e la loro “casa”: l’alveare. Proviamo a costruirne uno. Prendiamo un normale rotolo di carta esaurito, pieghiamolo su se stesso a metà e poi a Z. In questo modo avremo portato il rotolo a una forma esagonale. Tagliamolo a strisce e usiamole come celle dell’alveare. Per giocare con i più piccoli possiamo riempirle con piccoli oggetti gialli simulando il polline magari utilizzando dei chicchi di mais.