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Accoglienza scolastica, 5 idee per ripartire

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Accoglienza scolastica, 5 idee per ripartire
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L'accoglienza scolastica è un momento importante per iniziare bene il nuovo anno scolastico. Ecco cinque idee per ripartire con entusiasmo

Se penso alla scuola spesso mi viene in mente l’immagine di un cantiere. Gli insegnanti sono come i muratori, i geometri, i progettisti. Arrivata la primavera, a pochi mesi dal suono dell’ultima campanella, iniziano a progettare la ripartenza a settembre.

Ecco qualche proposta che abbiamo selezionato per voi come suggerimento per accogliere i vostri alunni con un’idea che li possa accompagnare lungo tutti i mesi trascorsi tra i banchi.

  1. IL GIORNALE DELLA SCUOLA

Lo chiamiamo così per farci capire ma chiaramente potrebbe avere nomi più creativi “Il Corriere di classe”; “I fatti della scuola”; “Gente di classe”. L’idea è quella di creare un notiziario che sia preferibilmente dell’intero istituto o della propria sezione. Si possono coinvolgere i bambini della primaria ma anche i ragazzi delle medie in modo da vivere veramente un clima di comunità scolastica che corrisponda alla verticalità. Il progetto potrebbe partire dalla costituzione di una redazione formata da alunni delle elementari e delle medie ma anche da insegnanti dei due ordini di scuola. Il gruppo redazionale avrà poi la mission di coinvolgere le altre classi affidando loro dei compiti: ci sarà chi fa l’intervista al preside; chi fa un reportage della gita; chi parla dei progetti fatti a scuola; chi inventa le barzellette o i cruciverba.

2 TUTTA MIA LA CITTÀ

Il titolo di questo progetto nasce da una canzone di Giuliano Palma. Durante il tempo della pandemia abbiamo perso il rapporto con le nostre città, con i nostri paesi: non abbiamo più potuto andare in biblioteca; non siamo più andati al parco cittadino; non abbiamo più fatto feste in piazza. L’idea di fondo è quella di recuperare il rapporto con gli spazi che stanno attorno alla scuola a partire dalle idee dei bambini. Durante l’anno si possono prendere in osservazione, a seconda delle stagioni, i differenti luoghi. Fatta la scelta, si possono fotografare o disegnare. In terza battuta va messa in campo la creatività dei ragazzi attraverso la riprogettazione di un parco o di una strada. Ultimo passaggio: la presentazione all’amministrazione comunale e alla città.

3 RACCONTIAMO-CI

Don Lorenzo Milani ma anche il maestro Mario Lodi ci hanno insegnato l’arte della scrittura collettiva. L’idea di scrivere in maniera collettiva può essere il punto di partenza per accogliere i nostri bambini e ragazzi. Un “tema” lo si fa in qualche ora ma un libro ha bisogno di più tempo, di mesi. Da qui il progetto della scrittura di un libro di classe, realizzato insieme, magari attraverso la raccolta di materiale, di documenti, di fotografie, di disegni. Un’idea: perché non raccontare dei nonni del tuo paese o del tuo quartiere? È una generazione che ha sofferto molto e alla quale gli studenti potrebbero ridare voce non per parlare di Covid ma della loro vita prima della pandemia.

4 LA SCUOLA CHE PIANTAVA ALBERI

Son certo che questo titolo vi richiama alla memoria il famoso libro di Jaen Giono. Proprio così. Potremmo partire dalla lettura a settembre di L’uomo che piantava gli alberi”: un libro che trasmette speranza, che narra di una storia di caparbietà, di un uomo che realizza i suoi sogni. Un lavoro, quindi, trasversale che può coinvolgere più discipline: italiano, arte, scienze, educazione civica. È importante partire dall’osservazione e dal comprendere l’importanza della natura, magari anche attraverso la lettura del bel libro “70 e più missioni anti cambiamento climatico” di Martin Dorey. Da lì si può pensare di creare un luogo in paese o nel quartiere, dove piantare degli alberi che sono prima stati studiati e pensati. L’obiettivo è creare un giardino tematico: può essere un parco della memoria; un parco biblico (e qui anche l’insegnante di religione può avere un ruolo); un parco letterario.

5 LEGAMI

La scuola non è una realtà chiusa. Anzi. Sempre più abbiamo compreso l’importanza di essa come presidio sociale in un quartiere, in una città, anche in un piccolo paese. Il progetto “Legami” vuole puntare a rafforzare o a creare degli intrecci con le associazioni e le professionalità presenti sul territorio (il medico; il libraio; il farmacista; l’associazione della Pro Loco o quella dei fotoamatori o ancora quella comunità che accoglie ragazzi tossicodipendenti). Il calendario è ricco di giornate che ci offrono l’occasione per invitare in classe (o andare da loro) queste persone: la giornata internazionale della salute; del libro; della terra. In questo modo per tutto l’anno avremo una scuola aperta al mondo.

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